19 September 2019

Sugli scudi Giovanni Cassibba ed il figlio Samuele, sfortunati Polizzi e D’Urso, bene Salvatore Caruso.

La Catania Corse trionfa anche alla Giarre Milo e prosegue a punteggio pieno nel Campionato Regionale

Catania – Non si è ancora spenta l’eco della striscia di successi che la scuderia etnea ha colto alla recente Giarre Montesalice Milo, giunta alla 21ª edizione e valida anche per il Trofeo Italiano Velocità Montagna zona sud. La Catania Corse si è imposta ancora una volta nella speciale classifica riservata ai team, centrando il terzo successo stagionale consecutivo. Sugli scudi la famiglia Cassibba, con l’esperto Giovanni che continua a sperimentare soluzioni di assetto per sfruttare sempre meglio l’Osella PA30 Zytek che continua a crescere: per lui secondo gradino del podio dell’assoluta ed una seconda manche da applausi.

Anche il figlio Samuele sta proseguendo lo sviluppo della PA 21 Jr: per lui quarto posto assoluto e vittoria di classe. Sfortunato Mimmo Polizzi che ha concluso gara uno con il motore rotto a metà percorso e che lo ha piantato subito dopo il traguardo: aveva grandi potenzialità dopo aver duellato con Samuele Cassibba in prova. Brillante prestazione di Ivan Tudisco, che si impone nella classe 2.0 del Gruppo E1 Italia ritrovando finalmente il sorriso e lo smalto dei giorni migliori, nella stessa classe si è piazzato al terzo posto Giuseppe Leanza. Tra i tanti al via nel gruppo Bicilindriche sono stati in pochi a vedere il traguardo, tra questi, da applausi la prova di Angelo Palazzo, che si piazza al quarto posto; problemi tecnici per l’atteso Pippo Marino.Bene pure alex Scuderi che in gara uno aveva fatto segnare un ottimo tempo,pultroppo in gara 2 incappa in un piccolo incidente che gli toglie il piacere di classificarsi,Maurizio scaccianoce Gruppo 2 in gara uno si era distinto piazzandosi al secondo posto,ritirato in gara 2 x noie meccaniche.

Sfortuna per Orazio Arcidiacono, autore di una eccellente gara uno, nella classe 1.6 della RS Plus dominio incontrastato di Salvo Monzone e la sua creatura: la Citroen Saxo. In Prod S 1.4 seconda posizione per Mario Raciti mentre Tommaso Motta ha rotto il cambio; nella classe 1.6 uno-due della scuderia con Davide Gravina che vince nettamente davanti a Sebastiano Gatto. In Gruppo N, Giampiero Puglisi tocca in gara uno e porta al traguardo la vettura danneggiata, mentre Antonio Amore chiude al secondo posto. Nella classe 1.4 della Prod. Evo altra sfida in famiglia tra Andrea Patanè e Giuseppe Barbagallo che nonostante un ottimo tempo in gara due non riesce a battere Patanè; nella stessa classe, quarto Alessandro Scuderi, quinto Salvo Cocimano ed ottavo Leonardo Sciuto. In classe 2.0 Max Di Pietro non è riuscito a sfruttare appieno la su R5, che da metà percorso in poi aveva grossi problemi di trazione e sottosterzo e chiude al secondo posto.

Salvatore Naselli

Vittoria invece per Filippo Cardillo in Gruppo A 1.6, mentre Alfio Crispi ha chiuso al secondo posto in E1 1.4. Terzo gradino del podio per Giovanni Grasso in E1 1.6 T, mentre porta a casa finalmente un buon risultato Salvatore Naselli, secondo in E2 SH 1.0, ma con grandi margini di miglioramento per la sua Cinquecento Suzuki che sta riscoprendo gradualmente. Ottima prova di Turi Caruso in E2 Sc 1.4 (secondo), mentre grande dispiacere per Matteo D’Urso che con una piccola toccata ha dovuto abbandonare i sogni di gloria che delle prove esaltanti avevano lasciato intravedere. Unico esponente tra le storiche Sebastiano Fisichella ha visto finalmente il traguardo con la sua acerba Abarth 1.0 vincendo la classe.

“E’ stato un weekend lungo ed esaltante – dichiara il presidente Max Lo Verde- sono molto felice dei risultati, dispiaciuto per chi non ha visto il traguardo, ma soprattutto orgoglioso per l’atmosfera che siamo riusciti a creare all’interno della Scuderia: Samuele Cassibba ad esempio ha fatto si che Mimmo Polizzi potesse prendere il via dandogli delle sue gomme, ed era un suo pericoloso avversario diretto: chapeau. Aggiungo però che oggi è stato davvero difficilissimo svolgere il mio lavoro a causa di un servizio d’ordine la cui arroganza era pari solo all’ignoranza, dato che non avevano la minima idea degli spazi in cui può muoversi chi ha un pass stampa. Nervosismo alle stelle ed alla fine è dovuto intervenire l’organizzatore per mettere a posto le cose. Per fortuna poi che la vittoria mi ha fatto superare questo spiacevolissimo episodio”

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